ORWELL 1984/2025 VISIONI E DISSIDENZE Racconti dall'anno che non finisce mai
Da un'idea e a cura di Federicapaola Capecchi
In un'epoca in cui la distinzione tra verità e finzione si dissolve quotidianamente tra deepfake, algoritmi predittivi e narrazioni manipolate, la profezia orwelliana non è mai stata così attuale. Il 21 gennaio 2026, Opificio della Fotografia inaugura "Orwell 1984-2025: Visioni e Dissidenze Racconti dall'anno che non finisce mai", una mostra che interroga il presente attraverso la lente distopica del capolavoro di George Orwell. Nel 75° anniversario della prima edizione italiana Federicapaola Capecchi, curatrice della mostra/progetto, ha ideato e lanciato il bando e ora, nel 2026, attraverso i risultati della selezione, affrontiamo l'argomento.
Ovvero la realtà che supera la distopia.
Viviamo nell'anno che non finisce mai: quello in cui le intelligenze artificiali generano volti inesistenti ma credibili, in cui la sorveglianza è volontaria e condivisa sui social, in cui gli archivi digitali riscrivono la memoria collettiva con un click. Il Grande Fratello di Orwell aveva bisogno di teleschermi per controllarci; noi pubblichiamo spontaneamente ogni dettaglio della nostra esistenza. Il Ministero della Verità riscriveva il passato; oggi bastano algoritmi che selezionano cosa vediamo, cosa crediamo, cosa ricordiamo.
Selezionati tra 50 candidature, quattro progetti fotografici esplorano questa tensione tra documento e inganno, tra sorveglianza e libertà, tra memoria e oblio programmato.
CHRIS & KAT ART (Christine Selzer & Katerina Dramitinou)
ILARIA SIDDI
ROBERTO MENARDO
ROBERTO MANFREDI
Orwell 1984-2025: Visioni e Dissidenze Racconti dall'anno che non finisce mai
Orari mostra: dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30
Ingresso: gratuito -
Se si chiede visita guidata alle mostre di fotografia (N° 3 mostre) € 10
"Ciò che appare nelle immagini di Mirko non è figura né paesaggio, ma un attraversamento. È corpo che non si lascia afferrare, è identità che si affaccia e subito si ritrae. I suoi soggetti non sembrano persone: sono vibrazioni, forme e scie in movimento. Il mondo sembra esistere solo per accogliere questa apparizione. È una scommessa sull'incertezza e sulla persistenza del corpo come traccia, non più soggetto nitido ma residuo di gesto. Il progetto non si limita a mostrare fotografie, ma costruisce un attraversamento. Lo spettatore non guarda: si sente guardato da ciò che è appena passato." [Federicapaola Capecchi]
CIÒ CHE RESTA MOSTRA FOTOGRAFICA PERSONALE DI MIRKO MORIERO 
A cura di Federicapaola Capecchi
La mostra si sviluppa come un'esperienza immersiva articolata in tre movimenti coreografici che costruiscono un paesaggio emotivo ed una riflessione sulla condizione umana, il tempo e la dissoluzione.
La ricerca fotografica di Mirko Moriero si intreccia con la pratica curatoriale di Federicapaola Capecchi in un dialogo sul contemporaneo che fa del corpo un luogo di produzione di senso. FINISSAGE E PRESENTAZIONE LIBRO Sabato 21 febbraio 2026, ore 19.00  Il libro sviluppa ulteriormente il tema espositivo con un corpus fotografico più ampio rispetto alle opere esposte in parete e con approfondimenti testuali e riflessioni visive che la dimensione del libro consente di articolare. Non un catalogo, ma un oggetto meditativo che dialoga tra presenza e assenza, tra chi attraversa e chi osserva.
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