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"THE EVE ARNOLD ESTATE and FEDERICAPAOLA CAPECCHI"
"MARILYN MONROE: AN APPRECIATION"
a cura di Federicapaola Capecchi

Milano · Via Niccolò Jommelli 24                                                                                                                   4 giugno – 31 agosto 2026
Il 4 giugno 2026 Milano apre una riflessione su Marilyn Monroe. Negli spazi di Opificio della Fotografia, in Via Niccolò Jommelli 24, prende forma "Marilyn Monroe: An Appreciation": un gesto di cura, un corpo restituito alla complessità.
Una mostra esclusiva dell’Eve Arnold Estate che offre un ritratto intimo, che si sottrae alla molteplicità degli sguardi per concentrarsi su una relazione sola, prolungata nel tempo.
Nello stesso giorno, a Londra, la National Portrait Gallery inaugura "Marilyn Monroe: A Portrait", ampia retrospettiva dedicata alla diva.
La mostra di Milano nasce da una domanda: perché continuiamo a guardare Marilyn Monroe? Cosa cerchiamo, quando cerchiamo il suo volto?
«Marilyn Monroe è stata un corpo che ha lavorato, sofferto, riso, atteso; non è mai stata solo un'immagine.»
La risposta curatoriale di Federicapaola Capecchi parte da un'intuizione mitologica: Marilyn Monroe è per il nostro tempo una Proserpina. La dea che trascorre metà dell'anno nel mondo dei vivi, luminosa, desiderata, onnipresente, eterna primavera, e l'altra metà nell'oltretomba. Come Proserpina, anche Marilyn è stata rapita: dal cinema, dallo sguardo maschile, dall'industria dell'immagine, dai suoi amori. Creata dal sistema come dea della luce, solare, viene al contempo inghiottita dallo stesso sistema nell'oscurità: la fragilità psichica, la dipendenza, l'isolamento, la morte a trentasei anni.
La sua immagine pubblica è eterna primavera. La sua vita reale è discesa agli inferi. Non è una coincidenza, forse, che il suo ultimo film si chiami The Misfits, i disadattati, e sia girato nel deserto del Nevada: paesaggio inaridito, terra di morte lenta. È lì, in quel deserto, che la mostra trova il suo nucleo più profondo e più vero.
La mostra non ha la pretesa di "liberarla" da questo destino. Ha la lucidità di renderlo visibile, restituendo complessità là dove c'è stata troppo spesso solo icona.
Le 40 fotografie in mostra sono il frutto di una relazione decennale. Eve Arnold, pioniera di Magnum Photos, prima donna ad essere ammessa nell'agenzia, figlia di immigrati russi cresciuta a Philadelphia, ha fotografato Monroe tra il 1950 e il 1960 con un metodo radicalmente diverso da quello dei suoi colleghi: la vicinanza di chi guadagna fiducia nel tempo, di chi sa aspettare.
Eve Arnold ha visto Marilyn lavorare, aspettare, ridere, crollare, rialzarsi. L'ha fotografata nei camerini e nei bagni degli aeroporti, sul set di The Misfits e nei parchi di Bement, Illinois. Ha avuto l'intelligenza di non trasformare mai nulla in giudizio. Le sue immagini sono semplicemente vicine. Nessuna agiografia, nessuna crudeltà.
«C'è una donna che guarda un'altra donna con la pazienza di chi sa che la verità non si coglie in un attimo, ma si costruisce nel tempo, senza distanza di sicurezza, senza eroizzazione.»
Questa vicinanza è ciò che rende unico l'archivio di Arnold, oltre 250.000 immagini in cui i grandi della storia convivono con gli anonimi, le celebrity con i migranti, i potenti con gli invisibili. La selezione per questa mostra porta in luce una parte preziosa di quell'archivio: quella in cui il soggetto più fotografato del Novecento smette di posare.
Quaranta fotografie, sei blocchi di senso, ciascuno ancorato a una citazione dalla sinossi curatoriale [...]  
Come filo conduttore costante, attraverso tutti e sei i nuclei, la fisicità della stampa: superfici, texture, contrasti estremi e bianchi e neri profondi che sulla carta baryta cotone diventano anche esperienza tattile, presenza fisica, materia.
Le stampe in mostra sono opera di Danny Pope, lo stampatore di fotografia che ha lavorato direttamente con Eve Arnold per anni, portando nel suo lavoro l'eco della sua voce, le annotazioni sulle prove approvate, le intenzioni originali. Questo gli conferisce un vantaggio che nessun altro stampatore al mondo possiede: gli echi della voce dell'autrice nell'orecchio. 
Ne legge l'intenzione originale e la reincarna nel presente. La sua posizione è quasi una dichiarazione politica: in un'era di immagini infinitamente replicabili e manipolate, la stampa unica è un atto di resistenza, di presenza.
Entrare nel mondo di Danny Pope significa varcare la soglia del laboratorio di un alchimista della luce. La mostra svela l'anima del suo lavoro anche attraverso una serie esclusiva di prove di stampa e cartoline da collezione, che raccontano la ricerca ossessiva della perfezione.  [....]
© Eve Arnold Estate / Magnum Photos · Stampe: Danny Pope · Curatela: Federicapaola Capecchi
"THE EVE ARNOLD ESTATE AND FEDERICAPAOLA CAPECCHI"
"MARILYN MONROE: AN APPRECIATION"
CURATED BY FEDERICAPAOLA CAPECCHI 

24 Via Niccolò Jommelli Milan                                                                                                4 June – 31 August 2026
On 4 June 2026, Milan opens a reflection on Marilyn Monroe. Within the spaces of Opificio della Fotografia, at Via Niccolò Jommelli 24, "Marilyn Monroe: An Appreciation" takes shape: a gesture of care, a body returned to its complexity.
An exclusive exhibition by the Eve Arnold Estate offering an intimate portrait — one that steps back from the multiplicity of gazes to focus on a single relationship, sustained over time.
On the same day, in London, the National Portrait Gallery inaugurates "Marilyn Monroe: A Portrait", a major retrospective dedicated to the icon.
The Milan exhibition is born from a question: why do we keep looking at Marilyn Monroe? What are we seeking when we seek her face?
«Marilyn Monroe was a body that worked, suffered, laughed, waited; she was never just an image.»
Federicapaola Capecchi's curatorial response begins from a mythological intuition: Marilyn Monroe is, for our time, a Proserpina. The goddess who spends half the year among the living, luminous, desired, omnipresent, eternal spring, and the other half in the underworld. Like Proserpina, Marilyn too was abducted: by cinema, by the male gaze, by the image industry, by her loves. Created by the system as a solar deity, she was simultaneously devoured by that same system into darkness: psychological fragility, addiction, isolation, death at thirty-six.
Her public image is eternal spring. Her real life is a descent into the underworld. It is perhaps no coincidence that her last film is called The Misfits, the maladjusted, and is shot in the Nevada desert: an arid landscape, a land of slow death. It is there, in that desert, that the exhibition finds its deepest and most truthful core.
The exhibition does not claim to "free" her from this destiny. It has the clarity to make it visible, restoring complexity where there has too often been only icon.
The forty photographs on view are the fruit of a decade-long relationship. Eve Arnold, pioneer of Magnum Photos and the first woman to be admitted to the agency, daughter of Russian immigrants raised in Philadelphia, photographed Monroe between 1950 and 1960 with a method radically different from that of her colleagues: the closeness of one who earns trust over time, of one who knows how to wait.
Eve Arnold saw Marilyn work, wait, laugh, collapse, rise again. She photographed her in dressing rooms and airport bathrooms, on the set of The Misfits and in the parks of Bement, Illinois. She had the intelligence never to turn anything into judgement. Her images are simply close. No hagiography, no cruelty.
«There is a woman looking at another woman with the patience of one who knows that truth is not caught in an instant, but is built over time, without a safe distance, without heroization.»
This closeness is what makes Arnold's archive unique: over 250,000 images in which the great figures of history coexist with the anonymous, celebrities with migrants, the powerful with the invisible. The selection for this exhibition brings to light a precious part of that archive: the one in which the most photographed subject of the twentieth century stops posing.
Forty photographs, six blocks of meaning, each anchored to a quotation from the curatorial synopsis [...] 
As a constant thread throughout all six clusters: the physicality of the print, surfaces, textures, extreme contrasts and deep blacks and whites that on baryta cotton paper become also a tactile experience, physical presence, matter.
The prints on view are the work of Danny Pope, photographic printer who worked directly with Eve Arnold for years, carrying in his work the echo of her voice, the annotations on approved proofs, the original intentions. This grants him an advantage no other printer in the world possesses: the echoes of the author's voice in his ear.
He reads the original intention and reincarnates it in the present. His position is almost a political declaration: in an era of infinitely reproducible and manipulated images, the unique print is an act of resistance, of presence.
To enter the world of Danny Pope is to cross the threshold of an alchemist of light. The exhibition also reveals the soul of his work through an exclusive series of proof prints and collector's postcards, bearing witness to an obsessive pursuit of perfection. [...] 
© Eve Arnold Estate / Magnum Photos · Prints: Danny Pope · Curated by: Federicapaola Capecchi

PER QUESTA MOSTRA OPIFICIO DELLA FOTOGRAFIA SARÀ APERTO = Dal mercoledì alla domenica dalle 15:30 alle 19:30 | da mercoledì a venerdì ingresso gratuito - sabato e domenica visite guidate a pagamento
RECENTLY CLOSED EXHINITION
CARNE POLITICA Mostra Fotografica Opificio della Fotografia Milano
CARNE POLITICA 
Mostra Fotografica | Da un'idea e a cura di Federicapaola Capecchi
La mostra fotografica rimane aperta fino al 10 maggio 2026
CARNE POLITICA è il primo focus di CORPOEIMMAGINI di Federicapaola Capecchi, un’indagine tra fotografia, filosofia, arte e società per cambiare il modo in cui guardiamo e siamo il corpo, oltre ogni narrazione estetica.
Il titolo non è una metafora. La carne è politica perché è il luogo dove ogni norma sociale, ogni confine geografico, ogni codice di genere si inscrive o si rompe. Mai come in questo momento storico il corpo è oggetto tanto di rivendicazione quanto di contestazione: corpi che migrano e vengono respinti, corpi che occupano piazze, corpi che non corrispondono a nessuna categoria, corpi che si espongono e corpi che si nascondono. Corpi che semplicemente esistono dove non dovrebbero.
Sono una curatrice di fotografia e sono una coreografa. Questi due mestieri si parlano, si interrogano, a volte si sfidano. Da entrambi ho imparato quanto il corpo costi, quanto occupi spazio, quanto disturbi, quanto resista” - scrive Federicapaola Capecchi ideatrice e curatrice del focus.
Per questo primo appuntamento sono state selezionate fotografie che interrogano il corpo attraverso tre direttrici che sono vere e proprie posture di sguardo.
Spazio Politico. Il corpo come confine e rivendicazione | Presenza Viva. La grammatica del peso e della relazione | Resistenza e Caduta. L'esposizione alla fragilità 
Fotografi in mostra: Frida Alin (Messico), Laura Majolino (Milano), Marco Ragana (Padova), Sara Sullivan Peccianti (LaSullivan) (Milano/Siena), Claudio Vitale (Napoli), Nicola Marfisi (Milano), Francesco Tadini (Milano), Alessandro Sarasso (Torino), Patrizio Cipollini (Roma), Simona Innocenti (Genova/Ovada), Nella Tarantino (Napoli), Iaia Gagliani (Milano), Matteo Groppi (Milano), Rosita Delfino (Milano), Giorgio Palmas (Milano), Riccarda Montenero (Parigi), Christine Selzer (Stati Uniti), Francesca Romana Semerano (Roma), Patrizia Riviera (Bergamo), Paola Musumeci (Treviso), Roberto Manfredi (Milano)
Inaugurazione: venerdì 10 aprile 2026, ore 19 Opificio della Fotografia Via Niccolò Jommelli 24, Milano
CORPOEIMMAGINI è una rubrica/contenitore multimediale — video, testi, podcast — ideata da Federicapaola Capecchi, curatrice di fotografia e coreografa, fondatrice di Opificio della Fotografia e di OpificioTrame Physical Dance Theatre.
Ufficio stampa / contatti: info@opificiodellafotografia.it 
Per approfondire CORPOEIMMAGINI, è possibile vedere la rubrica su Substack https://federicapaola.substack.com/
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